Pubblicati on-line i patrimoni dei dirigenti pubblici…. anzi…quelli di tutti

Molti ricorderanno la questione della pubblicazione on-line dei patrimoni dei dirigenti pubblici, da alcuni auspicata come l’arma contro la corruzione, da altri vista come illegittima ed inutile intromissione nella privacy di servitori dello Stato, da altri vista come semplice voyeurismo telematico dei nostri tempi.

Sembra che la questione sia destinata a perdere interesse: ora il patrimonio immobiliare di ogni dirigente pubblico, anzi, meglio, di ogni persona (fisica e giuridica) è pubblicato on-line.

Infatti l’Agenzia delle Entrate ha annunciato da oggi (20 luglio) che è attivo il servizio “Visura catastale telematica” che consente la consultazione degli atti e dei documenti catastali informatizzati e permette di acquisire: i dati identificativi e reddituali dei beni immobili (terreni e fabbricati), nonchè quelli delle persone, fisiche o giuridiche, intestatarie dei beni stessi.
Le informazioni catastali, sono pubbliche e dunque l’accesso è consentito a tutti.
Per ogni visura per soggetto, l’importo è di 1,35 euro.

Quindi, mentre in Italia ci arrabattiamo per impugnare al TAR le norme sulla trasparenza per violazione della privacy, a ipotizzare giudizi innanzi alla Corte Costituzionale, alla Corte di Giustizia e alla Corte dei Diritti dell’Uomo, mentre facciamo fazioni che si vedono nel nostro paese solo per la finale di Coppa del Mondo, senza colpo ferire i patrimoni di chiunque sono messi on line, con buona pace di ogni teoria sulla privacy, che, detto fra parentesi, è così importante che costa poco più di un caffè.

Da oggi è possibile consultare il patrimonio del Presidente della Repubblica, di ogni ministro, di ogni sindaco, di ogni dirigente pubblico, di ogni impiegato ….di ogni commerciante, di ogni operaio, di ogni insegnante, ….di ogni bambino, ecc…

Ok, ora nessuno potrà più rimproverare ai dirigenti pubblici di non aver pubblicato il proprio patrimonio.

Nell’escludere dalla gara per sanzioni Antitrust, la P.A. deve considerare proporzionalità della sanzione e eventuali misure di self-cleaning

TAR Lazio, ordinanza n. 3575 del 13 luglio 2017
nella nozione di “errore nell’esercizio dell’attività professionale”, quale delineata dall’art. 38, comma 1, lett) f) del d.lgs. n. 163/2006, rientra(va) a buon diritto, anche la commissione di illeciti concorrenziali, Continua a leggere

Licenziamento illegittimo se la condotta non è univocamente addebitabile al lavoratore

Corte di Cassazione, sentenza n. 17736 del 18 luglio 2017
La sentenza di prime cure aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento in quanto non risultava dimostrata “l’univoca riconducibilità dell’azione alla ricorrente”, in altre parole per non esserci la prova che avesse commesso il fatto addebitato.La nozione di “insussistenza del fatto contestato” ai fini dell’applicabilità della tutela di cui al quarto comma dell’art. 18 della I. n. 300 del 1970, così come modificato dall’art. 1, co. 42, I. n. 92 del 2012, è stato precisato da plurime pronunce di questa Corte (da ultimo v. Cass. n. 13178 del 2017, con la giurisprudenza ivi richiamata; in particolare v. Cass. n. 10019 del 2016 che equipara ai casi di condotta materialmente inesistente anche quelli “di condotta che … non sia imputabile al lavoratore stesso”), sicché in tale comma va sussunta, per ragioni logiche prima che giuridiche, la fattispecie di condotta addebitata a soggetto che non vi è prova che l’abbia commessa, risultando irnplausibile che possa riconoscersi responsabilità disciplinare per un fatto fenomenicamente accaduto ma non attribuibile al lavoratore al quale è stato contestato.

Iperprescrizione in senso stretto: la Corte dei Conti enumera alcune valide giustificazioni

Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia, sentenza n. 74 del 16 maggio 2017
Va rilevato che, sostanzialmente, il numero delle confezioni di farmaco prescritte con intervallo di tempo ravvicinato risulta determinato dalla necessità Continua a leggere